CONTATTI MAPPA DEL SITO ELENCO SITI TEMATICI PRIVACY POLICY PHOTO GALLERY
Cenni storici



IncisioniIl territorio della Comunità Montana Valtellina di Tirano coincide con quello dell'antico Terziere superiore della Valtellina che ebbe in Tirano, centro fra i maggiori della provincia, il suo indiscusso capoluogo. Abitato fin dall'antichità, come dimostrano le numerose testimonianze di frequentazione dell'uomo della preistoria, deve alla facilità dei transiti per i passi del Bernina, dell'Aprica e del Mortirolo, la sua caratteristica di area di confluenza di percorsi intervallivi. Tale la facilità e il relativo interesse strategico favorirono anche il passaggio di numerosi eserciti invasori e per questo la zona fu densamente incastellata.

Teglio ieri - foto storica
Ancor oggi presenta i resti di numerosi castelli, da quelli di S. Faustino e Giovita a quelli del Castello Nuovo di Grosio; dal castello di Bellaguarda di Tovo, a quelli del Dosso, di Santa Maria e di Piattamala di Tirano; dal castello di San Giacomo a Stazzona, alle torri di Teglio, di Mazzo e di Sernio, per non parlare di quelle completamente distrutte di Lovero, Vervio, Nova. In questo quadro l'avvenimento urbanistico di maggior rilievo fu per la costruzione delle mura di Tirano nel 1492 ad opera del duca di Milano Ludovico Sforza detto il Moro. Le fortificazioni tramutarono il borgo in città ponendo le premesse per quel ruolo di centro di servizi che ancor oggi assolve. Venuta meno l'organizzazione feudale e limitata all'ambito religioso quella plebana, i fattori determinanti l'evoluzione dei paesi furono soprattutto economici.


Sul piano economico si caratterizzarono cosi due aree produttive: prevalente vinicola quella fra Teglio e Tirano, segnatamente legata all'allevamento del bestiame quella fra Tirano e Grosio che poteva contare sulla Val Grosina e su altri alpeggi. Un fattore economico non trascurabile divenne anche l'emigrazione come quella storica dei Grosini a Venezia e di abitanti di altri paesi, verso la Germania. Il periodo e gli effetti della Riforma e della Controfirma portarono la zona di Tirano al centro di quell'interesse internazionale che coinvolse la Valtellina - allora sottoposta al dominio della Repubblica delle Tre Leghe a maggioranza riformata nelle guerre religiose del Seicento che sfociarono localmente nei sanguinosi fatti che presero nome di Sacro macello o Vespri valtellinesi.


Basilica - foto storicaDa oltre un secolo, sul luogo presso Tirano dove la Beata Vergine era apparsa nel 1504 era sorto un santuario meta frequentatissima di pellegrini e punto di riferimento spirituale dell'intera provincia e delle aree confinanti. Il tempio disponeva di un ampio piazzale attorno al quale erano sorti edifici di accoglienza che indussero le autorità a tenere nella piazza, in determinati periodi dell'anno, fiere di merci e bestiame che raggiunsero un'importanza tale che ancora nel 1810 dipendeva dal loro andamento l'economia dell'intera vallata. La cosiddetta rivoluzione industriale, agli inizi, ebbe qualche effetto positivo solo in Tirano, dove sorsero un paio di filande, poi arrivo la ferrovia Sondrio -Tirano (1902) e più tardi quella del Bernina (1908) e infine i grandi impianti idroelettrici di Grosotto, Grosio, Lovero e Stazzona.


Cresceva in quegli anni l'interesse per il turismo come risorsa economica che più tardi avrebbe mutato l'alpeggio di Aprica nell'attuale attrezzatissimo centro internazionale di turismo estivo e invernale, e Teglio in ideale e tranquilla località turistico - climatica.

Tirano ieri - foto storica
In questa direzione la zona guarda oggi alle possibilità di valorizzazione delle sue aree naturalistiche, dalla riserva di Pian Gembro alla Val Grosina, al possibile sviluppo di soluzioni agrituristiche, alla promozione dell'interesse per i suoi numerosi e significativi monumenti. Per quanto riguarda l'ambito agricolo la produzione più significativa è rappresentata da vini di qualità e dalle mele; il commercio e l'artigianato costituiscono una ragguardevole fonte economica e anche l'industria, presente con aziende in numero e dimensioni contenuti, ma di alta specializzazione, concorrono (insieme all'emigrazione nella vicina Svizzera) a costituire quell'economia integrata che consente il moderato, ma stabile benessere di cui gode la zona.